venerdì, 06 aprile 2007, ore 16:10
 

NUOVO! Partecipa anche tu al Larva-DAY! REGALO!
 
Il frenetico mondo di oggi è dannoso per l'equilibrio spirituale. La nostra risposta è il sonno larvale, un perpetuo stato di torpore che ci farà piombare in un limbo tra veglia e sonno, avvolti nel bozzolo delle nostre coltri, e da cui usciremo crisalidi.

Essere una larva è uno stile di vita. Abbandonarsi al riposo e al torpore per giorni e giorni giova all'organismo e il vostro corpo ve ne ringrazierà di persona. Per questo l'Associazione Vegetali Italiani ha deciso di istituire per oggi 6 aprile 2007 il Larva-DAY, giorno in cui si lasciano alle spalle i problemi quotidiani e ci si avvolge tra le proprie coperte per un tempo indefinito.
 
Avete una scadenza importante o una commissione urgente da sbrigare? Non importa. Dimenticatevi del Poi e lasciatevi andare al torpore. Vedrete che qualcun altro risolverà tutto al posto vostro o si sbrigherà da sè o avrete tempo per farlo voi in futuro. La fatica di compiere azioni ora è troppo grande in confronto all'ozio che abbiamo a portata di mano. Bastano un giaciglio in penombra e delle calde e accoglienti coperte.
 
Ignazio Squaratti, esperto dell'arte dell'assopirsi, così ci parla del suo hobby: "Da quando faccio la larva la mia vita è cambiata. Prima ero infelice ed irritabile, mentre ora sono in pace con il mondo perchè so che, qualunque cosa accada, ci sarà sempre un letto pronto ad accogliermi. E ora scusate, ma ho un po' di sonno".
 
Giulio Puccicci, teorico dello sbadiglio, intervistato afferma: "Io un parassita? Stare uno o più giorni intieri in pigiama mi rende senza dubbio più produttivo e mi permette di riflettere più a lungo su me stesso e sugli altri. E in quei giorni anche lavarmi diventa una impresa proibitiva."
 
Giangianni Pippofaffi, promotore della manifestazione del Larva-DAY, così dichiara ai nostri microfoni: "Essere l'evoluzione dell'Homo Erectus ci ha fatto dimenticare che la posizione distesa è molto più comoda e che forse dovremmo imparare qualcosa dagli animali, o meglio, dai vegetali. Il nostro motto è VIVO E VEGETO."
 
Condanna del papa all'evento: "L'accidia è uno dei sette peccati capitali"
 
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venerdì, 15 dicembre 2006, ore 01:17
 

LA MELEVISIONE CHE VORREI



Ecco di seguito una puntata-tipo della Melevisione se fossimo in un mondo migliore.

Oh, ciao! Un saluto da Milo Cotogno. Come dici? Cosa sto facendo? Mi sto tirando una sega. Eh sì, perchè noi grandi ogni tanto facciamo dei pensieri sporcaccioni, cominciamo a sudare e il pisello ci diventa graaaaaande grande come un grosso serpente della foresta e quindi dobbiamo accontentarlo se non vogliamo che ci mangi. Inoltre oggi è una giornata molto speciale: ho un appuntamento con la Strega Salamandra e ci tengo a fare davvero una bella figura e quindi è meglio sturarsi ben bene il piffero!

*FRUSH FRUSH*

Vuoi imparare anche tu? Bene, ora ti faccio vedere. Allora, dopo esservi lavati le mani, impugnate il pisello in questo modo. Vedete? Lo accarezzate. Se è ancora morbido come un salsicciotto di pongo accarezzatelo ancora, oppure pensate a una vostra amichetta che vi piace. Io ora, per esempio, sto pensando alla Strega Salamandra. Fatto? Se non riuscite fatevi aiutare dalla mamma. Ora il vostro uccello dovrebbe essere ben duro e quindi potete cominciare a fare questo movimento su e giù, vedete? Se volete, potete anche togliere il cappuccio in questo modo, ma fatelo delicatamente. Continuate così a piacimento, magari provate a fare una leggera pressione col dito indice qui alla base della cappella per godere di più. Mentre io continuo, vi lascio a Papà Castoro e alle sue storie. Mi raccomando bambini, fate pratica!


[...]


Bentornati, bambini! Bello il cartone, eh? Intanto io mi sono tirato un gran raspone. Vedete questa macchia qui sull'innaffiatoio di Lupo Lucio? Ecco, questo è lo sperma. E' molto simile al lattuccio che bevete al mattino, infatti lo uso come ingrediente segreto nel Pioggialatte e gli avventori del mio chiosco lo apprezzano tutti! Quando sarete più grandicelli lo farete anche voi, ma toh, guarda un po' chi ti vedo? L'Orco Deeo!

http://img340.imageshack.us/img340/2223/melecopiaif1.jpg

- Ciao Orco Deeo, come mai hai una mano sul culo?
- Buongiorno, Milo. Non me ne parlare, ho preso una botta scivolando su un preservativo al gusto di banana. Fammi un Pioggialatte, per piacere.

- Accipigna! In effetti ultimamente il Fantabosco è diventato invivibile: tra preservativi, siringhe usate, filtri e quant'altro non si può più passeggiare in pace. Lo farò presente al Re Segone.
- Da quando Tonio Cartonio è defunto nulla è stato più come prima. Era lui che vigilava sulla moralità degli abitanti del Fantabosco. Tu, Milo Cotogno, dovresti dare il buon esempio e invece vai scopando nei cimiteri con uomini e donne senza alcuna distinzione.
 
- Orco Deeo, ma che cazzo dici? Lo sai che la Principessa Odessa ormai da anni dà il culo per soldi? L'altro giorno per una tazza di Blumele me l'ha succhiato per tre quarti d'ora! E tu incolpi me della decadenza dei costumi del Fantabosco?
- Con Tonio Cartonio questo non sarebbe mai accaduto.

- E grazie, Tonio Cartonio era frocio! E ti dirò di più: Tonio aveva cominciato a bere già molto tempo prima di scoprirsi sieropositivo.
- Pazzo! Non rimarrò un minuto di più a sentire tali calunnie.

- Vaffanculo pezzo di merda!
- Li mortacci tua!


[...]



Oh, rieccoti qua. Ho scoperto di aver finito i preservativi, le farmacie sono tutte chiuse e stasera se mi presento senza guanto c'è il rischio che la Strega Salamandra mi manda in bianco! Come farò? Ci sono! Mi fabbricherò un bel profilattico tutto da solo! Vieni con me.
Ecco quello che serve: un palloncino, forbici dalla punta arrotondata e un elastico. Tagliate il bordo del palloncino con le forbici dalla punta arrotondata. Con un righello misurate il diametro del vostro pisellino e praticate sul palloncino un'apertura di eguale spessore. Infilate dentro il fringuello e tenetelo fermo con l'elastico così. Se volete essere davvero sicuri potete inserire nel palloncino anche dello scotch biadesivo. Io comunque non lo farò, anche perchè proverò a sfilarmelo mentre lei non se ne accorge! A presto bambini!
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giovedì, 16 novembre 2006, ore 13:03
 

Pizzelle e panzarotti

No, basta ragazzi, non si scherza sul papa. E' ora di smetterla, c'è un limite a tutto. Bisognerebbe imparare a portare un pò più di rispetto a certe figure. Per quanto mi riguarda, la persona che rispetto di più al mondo è Wana Wana, il venditore ambulante di frittura della mia città (D'inverno. In estate l'olio si trasforma in ghiaccio e i panzarotti in limoni e diventa granitaio). Dirò di più, per me dovrebbe essere lui il papa. Ha anche tutte le carte in regola:


- Veste di bianco
- Lavora in una piazza
- Parla un buffo linguaggio
- Il suo arrivo è spesso preceduto da una o più fumate nere
- Fa venire bruciore di stomaco
- Si scaccola in pubblico

E non mi sognerei mai di mancare di rispetto a lui e al suo camioncino, di chiedergli ogni quanti mesi cambia l'olio o di prenderlo in giro perchè è grasso da far schifo, anche perchè chi l'ha fatto è sparito in circostanze misteriose.
Perciò, cari buontemponi che ora sfottete il papa, continuate finchè siete in tempo, perchè quando sarà papa Wana Wana non sarete più tanto liberi di farlo.

 

Come promesso, ecco il secondo capitolo della Trilogia Incompiuta sui dittatori, a detta di molti un vero capolavoro: Mein Kampf against the Bible. Hitler si pente delle sue malefatte, ma stavolta dovrà vedersela con Cristo e un'altra temibile avversaria...

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giovedì, 09 novembre 2006, ore 22:12
 

VIALE DEL TRAMONTO

La gloria, le donne, i soldi. Mi mancava solo la faccia in prima pagina sulla Settimana Enigmistica e avrei potuto dire di avercela fatta. I bei tempi in cui mobilitavo folle oceaniche, manipolavo i pensieri di grandi e piccini e per conoscere una ragazza non avevo bisogno di una pezzuola imbevuta di cloroformio.
Ma ho condotto una vita dissoluta e il successo è svanito. Sposato, con due bambini, ora sono ricercato per pedofilia e bigamia.
No, la verità è che sono entrato in crisi mistica e ho abbandonato tutto e tutti per dedicarmi al solo Sudoku. Di tutti gli altri monaci, alcuni sono andati a comprare le sigarette e altri sono diventati Testimoni di Geova, senza riuscire a scagionarlo dalle accuse di ricettazione e spaccio. Sono stati tempi molto bui per me, specie da quando il sogno del Vodafone Cervia si è infranto. In tutto questo tempo ho vissuto di espedienti, ho arato i campi, sono stato in vacanza in un campeggio nudista (vedi foto) e ho lavorato in un circo con gli animali più strani come per esempio lo stupefacente dromedario a due gobbe.

Nella foto: un gabbiano nudo

Spero di riuscire a fare almeno un paio di interventi al mese in questo posticino affettuoso e accogliente pieno di bella gente affamata di cronaca nera.

Ora devo andare dal droghiere perchè mi è scaduto lo zucchero, ma in compenso vi lascio con un mio grande film, il primo capitolo della Trilogia Incompiuta sui dittatori. Il titolo è Fascists from outer space.

Adrien Vaindoit

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mercoledì, 22 febbraio 2006, ore 15:04
 

Once upon a time in the Sunday In

 

 VS

Era il tramonto. Tirava un forte vento. Nuvole di polvere e cespugli d'erba mobile attraversavano il paesaggio facendo WOOOOOSHHHHH, mentre i coyote ritornavano nelle loro tane dopo la caccia. Ma un altro coyote era ancora in giro in cerca della sua preda.
Un cavallo interruppe il suo cammino durato chissà quanti giorni. Due speroni si posarono al suolo e si fermarono proprio davanti all'entrata del Saloon.
Un attimo dopo Adriano Pappalardo spalancò violentemente le porte girevoli del locale creando il silenzio assoluto. Il maestro Mazza smise d'un tratto di suonare il piano, Ivan Cattaneo smise di picchiare Rocco Casalino, i giocatori di carte interruppero la loro partita e tutti si voltarono ad osservare il nuovo ospite dello squallido locale, mentre l'unico rumore che si udiva era quello dei tamburi rotanti delle pistole dei presenti. Un sorriso appena accennato, coperto dalla barba incolta che ingrassava un volto ormai smunto dall'età e dai sigari. Nel cinturone, due Colt in bella vista.

"Sto cercando un gilet dorato, con dentro un tipo alto, biondo e che parla troppo."

"Non ho idea di chi è che cerchi", disse il barista, Massimo Giletti, "ma qualunque cosa tu voglia da lui, non nel mio locale."

La voce di Pappalardo cominciò ad alterarsi. Il maestro Mazza riprese a suonare.

"So che tutti voi lo proteggete, ma se non mi dite dov'è io qui faccio una strage".
"Stai calmo, gringo", disse una voce proveniente dal piano superiore, "non vorrai mica farci cacciare anche da qui?".

Antonio Zequila scese le scale accompagnato da due baldracche di basso bordo e si avvicinò lentamente a Pappalardo guardandolo dritto negli occhi. "O hai forse dimenticato che siamo stati banditi da tutti i bordelli della contea dopo la sparatoria da quella vacca di Mara Venier?"

"Non ti permetto di parlare in questo modo di quella vaccona di Mara Venier," incalzò Pappalardo, "bovina sarà tua madre."

Il bandito messicano furioso di rabbia si avventò sul suo provocatore e a stento alcuni avventori del Saloon riuscirono a dividerli. "Ti avevo detto di non insultare mai più mia madre. Mai più."

"Insulterei volentieri anche tuo padre, se solo si sapesse chi è."

Zequila estrasse la pistola e fece fuoco bucando il cappello di Pappalardo. Il proiettile tuttavia colse in piena fronte Alfonso Signorini, che passava di lì per caso e che morì sul colpo.

Anche Pappalardo intanto aveva messo Zequila sotto tiro. "Per quello che hai appena fatto sarai ricercato in tutto lo Stato. Come se non avessi già troppi cacciatori di taglie alle calcagna."

"Mille dollari in più non fanno tanta differenza ormai. E chiunque abbia cercato di catturarmi è diventato banchetto per i coyote". Zequila sicurò di sè afferrò Pappalardo per il bavero. "Domani a mezzogiorno in punto. Sul retro del Saloon. Porremo fine a questa storia."

"Sei un uomo morto". 

 

FINE PRIMA PUNTATA

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venerdì, 17 febbraio 2006, ore 18:05
 

Politica e Vergate sul Membro

 

Le elezioni sono quasi alle porte e ancora non sapete chi votare? Credete che la politica sia tutta un magna magna? Vorreste tanto sradicare il nano da Palazzo Chigi, ma er Mortadella non vi convince del tutto? Siete nel posto giusto. Scegliete il partito del Tempio! Proprio così gente, Vergate scende in campo! Ci presenteremo alle elezioni come terzo polo proletar-cattolico-insurrezionalista per batterci contro questi politicanti ghiottoni e arraffoni che ormai non sopportiamo più.

 
Naturalmente a breve satureremo tutti i canali informativi immaginabili e vogliamo che i nostri esponenti politici siano
invitati a spezzettare le zucchine a Elisir, litigare con Pappalardo a Protestantesimo, bestemmiare il demonio a Domenica In e parlare della propria prostata con Antonella Clerici; nel caso in cui non ci sia garantita la visibilità dovuta, sperimenteremo un nuovo sconcertante tipo di protesta da noi escogitato: lo sciopero del digiuno. Mangeremo a sbafo ogni ben di Dio finchè non saranno esaudite tutte le nostre richieste. Naturalmente rispetteremo tutte le regole necessarie: in periodo di par condicio inizieremo a masturbarci anche con la mano sinistra.


Il nostro candidato premier è Mino Reitano. Lui sarà la nostra guida per i prossimi 5 anni. Eccolo al termine di un comizio mentre ringrazia la folla in visibilio.



Ultim'ora: fallito il nostro tentativo di sgambettare il tedoforo con una bomba a neutroni per impossessarci della fiaccola. Ma l'abbiamo fatto a fin di bene: volevamo solo provare l'ebbrezza di percuoterci con il sacro fuoco olimpico. Il nostro segretario di partito Satomi dei Beehive* è stato comunque presente alla cerimonia d'apertura ed è stato proprio lui a dare il calcio d'inizio ai giochi olimpici invernali (nel culo a Rocca).

* la sua carica se l'è conquistata sul campo, farcendo di sperma la torta destinata a Schifani nel programma di Pippo Franco.


Il nostro programma è ben definito, checchè ne dicano i nostri subdoli avversari. Eccone i punti principali:

- Bed & breakfast più dignitosi

- Sbattesimo per chiunque ne faccia richiesta

- Trasferimento delle sfide di ballo di Amici di Maria su un campo minato somalo

- Discriminazioni razziali nei confronti dei solutori più che abili della Settimana Enigmistica

- Depenalizzazione dell'abigeato

- Pena di morte per i suicidi

- Più tasse per Zero (il tasso della pubblicità)


I nostri affettuosi saluti finali vanno a Padre Fedele, prigioniero politico vittima di una immonda congiura, sperando in tempi migliori per tutti noi.

Adrien Vaindoit


 

 

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venerdì, 20 gennaio 2006, ore 14:55
 

Lettere dalla prigione

I giorni di prigionia sono tristi e interminabili. Poichè quando sono in difficoltà mi chiedo sempre: "Cosa farebbe Hitler al posto mio?", ho deciso di ammazzare il tempo in cella così come ai suoi tempi fece il futuro Fuhrer: scrivendo un libro e realizzando tenere bamboline di pezza (oltre chiaramente a risolvere Sudoku). Tra l'altro ho quasi finito le pagliuzze per fare i capelli, quindi mi sa che per le prossime chiome dovrò usare i tarzanelli.
Purtroppo stanno finendo anche le mie scorte di cioccolato che vendo agli altri galeotti in cambio dell'incolumità anale, quindi si prospettano tempi molto bui per me, specie perchè tutto ciò va ad aggiungersi al fatto che il Vodafone Cervia è in crisi di risultati ormai da settimane. Sono molto raffreddato e i secondini, quasi con un affronto, mi hanno consegnato un pacchetto di fazzoletti dei Pokemon, i miei acerrimi nemici, con i quali dovrei soffiarmi il naso. Quale ignobile beffa! Ma un giorno tutto questo cambierà, grazie al progetto che stavo portando avanti assieme al ministro Castelli, prima di essere brutalmente ammanettato dagli sbirri. Quando sarò presidente della Commissione di Vigilanza sul Comitato di Controllo sull'Istituto di Regolamentazione del Consiglio Superiore della Magistratura allora tutto cambierà e si eviteranno casi del genere in cui i giudici si accaniscono con vituperio contro onesti cittadini come noi.
Dopo aver affogato nel muco una decina di Pikachu, in preda alla nostalgia, scrivo una lettera ai miei compagni lontani, rinverdendo la memoria del fondatore di Vergate sul Membro, Tafazzi, e della sfera di controllo Accugrip® che, applicata sulla lama, permette un taglio preciso e bilanciato. Mi manca molto la mia mazza chiodata con la quale trastullavo il mio membro, che oramai non è più violaceo e tumefatto con mio sommo disappunto.


"O membri di Vergate, non penatevi per me. Siamo alla vigilia della rivoluzione. Presto sarò libero ed allora potremo liberare il resto dell'umanità dalle schiavitù. La storia ha bisogno di martiri per andare avanti. Nel qual caso, sarò ben lieto di ritirarmi a vita privata.

Adrien Vaindoit"

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venerdì, 13 gennaio 2006, ore 18:55
 

Ultim'ora

VERGATE SUL MEMBRO - Lo spettro delle Bestie di Satana torna a far paura in Lombardia. E' di oggi la notizia della scoperta di una setta dalle attività ancora non specificate, ma che con tutta probabilità sono da ricondurre a rituali pagani e demoniaci. Celato dalla vegetazione nel mezzo dei boschi circostanti la nota località lacustre turistica di Vergate sul Membro, vi era un vero e proprio villaggio con tanto di tempio, piazzale per le impiccagioni e una chiesa sconsacrata riadibita a Bingo.

Adrien Vaindoit fermato dai gendarmi

Il blitz della polizia ha permesso di rinvenire nelle abitazioni dei capi di questa associazione segreta segni inequivocabili dell'esercizio di culti demoniaci: teschi, ossa umane e di animali, set di numerosi coltelli affilatissimi custoditi in ceppi in legno di faggio, chili e chili di cornetti rossi portafortuna (contrabbandati probabilmente al Tg2 Costume e Società in prospettiva di servizi sui napoletani superstiziosi) e bambole voodoo recanti le fattezze di Cristina Parodi. Dei tre presunti leader sovversivi ne sono stati fermati due, A.V. e C., che si proclamano innocenti e minacciano querele, mentre il terzo è dato per disperso ed è stato inserito nel registro degli indagati per l'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi.

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mercoledì, 11 gennaio 2006, ore 21:39
 

Il nuovo Dio

 

“Andate e diffondete la mia parola con allegato il mio volto. Possibilmente in *.jpg”

“Andate e diffondete la mia parola con allegato il mio volto. Possibilmente in *.jpg”

 

In momenti di grande buio, l’umanità ha bisogno di un uomo capace di illuminarle la via: noi lo abbiamo trovato.

C’è chi, erroneamente, crede che questo uomo corrisponda al nome di Adolf “Palpatine” Ratzinger. Niente di più sbagliato.
Egli è il nostro antagonista, rappresenta il Male Assoluto; un po’ come la birra senz’alcool o la rana pazza di Jamba.

La nostra religione ha finalmente trovato l’uomo in grado di risollevare le sorti dell’umanità: Hugh Hefner.
Molti di voi si chiederanno “ma chi sarà mai questo Hugh Hefner?”. Ottima domanda amici miei.

La risposta è presto data: Hugh Hefner nasce il 9 aprile del 1926 a Chicago. Dopo essersi diplomato in Filosofia e aver combattuto per l’esercito americano durante la seconda guerra mondiale, trova finalmente il modo di sfogare i suoi più repressi istinti animaleschi fondando La Rivista che ha donato cecità a grandi e piccini di ogni generazione: Playboy.

Hefner è il detentore della Verità Assoluta, colui che, tra una lezione di anatomia sotto le stelle e una disquisizione sulla panna montata, ci spiegherà il Senso della Vita, l’Origine del Mondo e la ricetta del Cuscus.

Venite e adorate il nuovo Dio.
Basta guardare la sua immagine e vedrete che la saggezza scenderà su di voi.

Il Culto di Hugh Hefner. Tutta un’altra religione.


UMUMUMUMUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUM (momento di giubilio)


il cetra

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martedì, 10 gennaio 2006, ore 17:53
 

Una parabola


La lampada di Aladino

In verità vi dico, vi era un giovane di nome Aladino, dalla corporatura gracile e del colorito terreo. Così pallido e cadaverico che spesso, credendolo morto, gli coprivano il viso con il lenzuolo mentre dormiva. Aladino era innamorato segretamente di Jasmine, la più bella della scuola, che si circondava abitualmente di giovani aitanti e bronzei che facevano a gara per conquistarla. Come avrebbe potuto piacerle lui, che già a prima vista sembrava appena uscito da un obitorio e in più non aveva nemmeno il coraggio di rivolgerle la parola? Ricordava ancora lo scorso inverno quando, finalmente deciso ad avvicinarla all'uscita da scuola e dichiararsi, per l'emozione scivolò su un preservativo usato al gusto di banana e finì con la faccia nella neve. Aladino, per la figuraccia, corse a disperarsi al ruscello (suo rifugio abituale perchè non aveva amici) e specchiandosi nelle acque notò con sorpresa di aver acquistato un po' di colorito, salvo accorgersi di avere ancora la neve sulla faccia.
Sconsolato, abbandonò ogni speranza e si convinse che la soluzione dei suoi problemi era quella di uniformare il suo colorito
a quello degli altri e riflettè sull'opportunità di sottoporsi a una lampada abbronzante con i soldi guadagnati lavorando duramente presso la bottega del padre castratore di cammelli. Facendosi la lampada avrebbe scongiurato i paragoni tra lui e Casper, ma al contempo avrebbe dato un'immagine materialista di sè, rendendosi oggetto delle beffe e bersaglio del lancio di molliche di pane da parte dei suoi conoscenti. Ma d'altronde se gli effetti della lampada non si fossero notati cosa l'avrebbe fatta a fare? Questo ed altri dubbi shakespeariani lo tormentavano mentre si dirigeva verso il centro estetico. Lungo il tragitto, tuttavia, vide la sua amata a braccetto con il muscoloso e abbronzatissimo Jaffar, bullo di periferia che era solito spacciare carte Yugi Oh di contrabbando tra i bambini del quartiere.
Inconsolabile, meditò il suicidio, quando il destino improvvisamente si volse a suo favore: tre membri di una gang rivale
intercettarono la coppia, pestarono a sangue Jaffar e minacciavano di fare del male a Jasmine. A quel punto Aladino non ci vide più e furioso si avventò sui tre teppisti e, mettendo a frutto gli insegnamenti del padre, a forza di calci nelle palle conferì loro il timbro di voce di Pino Daniele.
Salvò la sua bella che lo premiò con una slinguata degna di una tonsillectomia e offrendosi come sua dama per il gran ballo
della scuola. Manco a dirlo si incamminarono insieme mano nella mano. Aladino aveva stampato in viso un sorriso a 74 denti mentre rifletteva sulla morale di questa faccenda, quando improvvisamente fu attaccato e sbranato vivo da un branco di cani randagi voraci.

OMOMOMOMOMOMOM

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